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Per le sue notti serene
Consigli e soluzioni
Quando la scienza può venirti incontro

Terapie e trattamenti medici

Per poter fare una diagnosi corretta e impostare un’eventuale terapia è fondamentale una completa anamnesi, cioè la raccolta accurata di informazioni sul problema da parte del pediatra.

Il medico porrà dapprima ai genitori alcune domande con lo scopo di ricercare eventuali sintomi di malattie che possono associarsi a enuresi ed, eventualmente, potrà decidere di prescrivere degli accertamenti.

Successivamente verrà chiesto di fornire una serie di informazioni riguardanti gli episodi di enuresi, le abitudini alimentari e di assunzione di liquidi da parte del bambino, le modalità con cui urina durante il giorno e il modo in cui si scarica.
Il medico potrà avvalersi di un “Diario minzionale” che il genitore dovrà compilare per un tempo minimo di 2 settimane.

Infine, verranno indagati eventuali episodi di natura psico-sociale che potrebbero avere innescato il problema. È importante che i genitori riferiscano al medico il disagio con cui il bambino e/o la famiglia vivono la situazione, in quanto la presenza e la gravità di questo disagio rappresentano il motivo principale per cui impostare una terapia.

TERAPIE EMOZIONALI

Tenere un calendario per monitorare le notti asciutte è un buon modo di incoraggiare il bambino e fare in modo che reagisca al problema.

TERAPIE FARMACOLOGICHE

In alcuni casi i medici prescrivono un farmaco come la dermopressina (su prescrizione sotto forma di compresse o spray nasale) che riduce la quantità di urina prodotta di notte e quindi allevia il bisogno di urinare.

TERAPIE ALTERNATIVE

Molte terapie alternative sono disponibili per i genitori di bambini che bagnano: prima di procedere con l’utilizzo di queste soluzioni, chiedi sempre il parere del tuo medico.

L’approfondimento della pediatra

Per conoscere il disagio della pipì a letto

QUANDO DEVO SENTIRE IL PEDIATRA?

Abbiamo ormai capito l'enuresi è considerabile una malattia tendenzialmente benigna e pertanto di facile diagnosi da parte del medico. Essendo più un disturbo che una malattia, ha delle soluzioni che vanno ricercate in un primo momento insieme al vostro dottore di fiducia.

Quando dovete rivolgervi al pediatra?
Non c'è un momento giusto e uno sbagliato per parlare con il medico che più conosce il vostro bambino: ogni qual volta si hanno dei dubbi, anche piccoli, il vostro Pediatra sarà disposto ad ascoltarvi e a cercare di aiutarvi. Non è pertanto strettamente necessario attendere che vostro figlio acquisisca la completa maturazione vescicale (cioè che compia 5-6 anni) per chiedere consiglio.

L'enuresi può infatti influire negativamente non solo sulla psiche del bambino ma anche su quella dei genitori e sulle dinamiche familiari. Parlarne con il vostro Curante potrà aiutarvi a gestire meglio il problema della pipì a letto, qualsiasi sia l'età del bambino. Egli potrà inoltre rassicurarvi e seguire con voi l'evoluzione dell'enuresi, dandovi preziosi consigli.
L'enuresi potrebbe essere dovuta a patologie qual infezioni delle vie urinarie o diabete. Pertanto è meglio consultare il pediatra nel caso in cui il bambino lamenti dolore durante la minzione, se urina spesso piccole quantità o se le urine sono maleodoranti. Sarà necessario consultarlo anche in presenza di altri sintomi come aumento dell' introduzione di liquidi, soprattutto se si accompagna a perdita di peso o aumento della sete, non spiegati da altre cause. Questo però non implica che se i genitori hanno sofferto di enuresi da bambini, anche i loro figli avranno necessariamente lo stesso problema, ma semplicemente che i figli di genitori enuretici avranno più probabilità di esserlo

È giusto rivolgersi al medico anche nel caso in cui il bambino riprenda a bagnare il letto dopo un lungo periodo in cui aveva smesso di fare pipì a letto, in assenza di altre apparenti spiegazioni. Il pediatra approfondirà la “storia clinica” del bambino, cioè vi domanderà se ci sono antecedenti familiari di enuresi e vi chiederà di tenere un “diario minzionale” per la migliore valutazione del caso. Tale diario consiste nella compilazione dell'ora, del numero e del volume approssimativo delle minzioni durante circa 3 giorni in una settimana, solitamente correlate con l'introduzione di liquidi da parte del bambino.
Potrà inoltre visitare il bambino (dal peso alla statura, alla pressione sanguinea, alla palpazione addominale e la valutazione dell'area genitale ed anale) al fine di escludere eventuali alterazioni.

Sarà il vostro pediatra a darvi indicazione di rivolgervi allo specialista (urologo) solo nel caso in cui ritenga necessario il suo intervento.

TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

Ogni farmaco porta con se efetti benefici ma allo stesso tempo effetti collaterale.
La domanda fondamentale che dovremmo porci nel trattamento di una patologia fondamentalmente benigna è pertanto: quando ricorrere ai farmaci? Sicuramente non prima del sesto anno di vita (ma possibilmente anche più tardi, anche perché la precocità del trattamento associa ad una minor efficacia) e solamente dopo aver accertato la volontà al trattamento, non solo da parte dei genitori ma anche del bambino.
Dopo aver intrapreso un trattamento comportamentale per l'enuresi, è possibile, almeno in un primo momento associare un trattamento farmacologico, che sia quanto più possibile scevro di rischi e di facile somministrazione.

Perché trattare dunque? Non solo per eliminare un fastidio non indifferente, ma anche per prevenire possibili ma non dimostrabili possibili effetti psicosociali negativi e per aumentare l'autostima di un individuo in crescita. Non esiste una terapia universalmente accettata per l' enuresi ma il trattamento va quanto più possibile personalizzato, creando piuttosto un percorso adatto al singolo. Il trattamento deve inoltre essere adattato all'età del bambino, al sesso e al livello psicosociale e culturale del nucleo familiare.

La percezione che il bambino ha del problema, e quindi il fatto che sia motivato a risolverlo, sono i fattori che maggiormente condizionano la riuscita del trattamento terapeutico.

L'unico farmaco che abbia dimostrato un accettabile rapporto costi/benefici é la desmopressina (il Minirin DDAVP), analogo dell'ormone antidiuretico. Il trattamento con DDAVP dev'essere considerato come “sintomatico”, riducendo la quantità notturna di urine e la contrattilità della vescica. La maggior parte dei bambini sottoposti a questo trattamento avrà dei vantaggi. Peraltro solo in una minoranza si osserva una risoluzione completa del problema e soprattutto l'efficacia è strettamente legata all'uso del farmaco; le recidive alla sospensione sono quasi la regola.

È un approccio facile per il pediatra, poco dipendente dalla collaborazione del bambino (il bambino è sostanzialmente passivo), ma moto costoso se utilizzato a lungo termine. I rischi di effetti collaterali sono molto pochi: una eccessiva idratazione da ritenzione idrica può essere facilmente evitata limitando l'assunzione di liquidi nell'orario serale.
La desmopressina può essere somministrata sotto forma di spray e di compresse (generalmente meglio accettate rispetto alla formulazione spray). Se invece il problema è a livello della vescica, questo viene trattato con dei farmaci che rilasciano la muscolatura della vescica, cioè con dei miorilassanti. L'ossibutina agisce sul muscolo che “spreme” la vescica, lo sfintere vescicale, limitandone la contrazione.

La durata del trattamento varia di solito da tre a sei mesi, con possibilità di ripetere il ciclo terapeutico. I fattori predittivi di una risposta al trattamento sono un'età superiore ai 9 anni, la prevalenza di poliuria notturna e un numero non elevato delle notti bagnate al momento dell'inizio di trattamento.

Gli effetti collaterali incidono in maniera non significativa e non sono mai gravi, di solito correlati all'eccessiva introduzioni dei liquidi piuttosto che al dosaggio del farmaco.

LA TERAPIA COMPORTAMENTALE (NON FARMACOLOGICA)

Abbiamo più volte sottolineato come l'enuresi sia benigna per cui occorre rassicurare le famiglie sulla normalità del disturbo, spiegare che la sua risoluzione può richiedere dei tempi molto lunghi; dare suggerimenti affinché il bambino non venga deriso, colpevolizzato o punito. Ma quando il problema diventa più serio il programma terapeutico può utilizzare un trattamento comportamentale e farmacologico.
Questi possono essere anche combinati al fine di raggiungere più rapidamente la guarigione. Il “trattamento comportamentale” viene anche definito condizionante o, meglio, motivazionale dal momento che cerca di modificare l'atteggiamento del piccolo nei confronti della minzione.

Per tale metodo sono fondamentali la collaborazione e la fiducia che si vengono a creare fra bambino e curante dal momento che comporta la spiegazione del meccanismo della minzione al bambino in modo che possa comprendere i suggerimenti che gli vengono dati ("esercizi di training", compilazione di un "diario" delle minzioni notturne) e gestirli in proprio.
Abbiamo già spiegato i principali interventi consigliati, che non verranno qui ripetuti.

Un trattamento più impegnativo si avvale dell'allarme notturno e del training vescicale. Con “allarme notturno” si intende un sensore solitamente posizionato nelle lenzuola o nella biancheria del bambino che, dopo la rilevazione di urina fa scattare un allarme che fa svegliare il bambino all'inizio della minzione, instaurando quindi riflesso condizionato. L'efficacia di questo metodo dipende sostanzialmente dal grado di accettazione da parte del bambino, spesso direttamente proporzionale alle motivazioni che il bambino ha per smettere di bagnare il letto.
Può però generare stress a causa dei continui risvegli del metodo. Capiamo quindi come sia variabile fondamentale la capacità del pediatra di instaurare un buon rapporto con il bambino, oltre che di sapergli spiegare bene le modalità del training.
Il training vescicale mira ad accrescere la capacità funzionale della vescica e a correggere le errate abitudini minzionali; e consiste in una serie di esercizi vescicali mirati, che vengono riassunti nella tabella sottostante.

Spiegare al bambino la situazione con un linguaggio che sia per lui comprensibile e renderlo partecipe al processo che lo porterà a smettere di bagnare il letto, fa si che vi siano risultato migliori (intesi sia come riuscita del processo che come diminuzione del numero di ricadute) rispetto al trattamento farmacologico.

L’APPROCCIO EMOZIONALE

Le cause dell' enuresi notturna non sono sempre solo fisiche, ma spesso la componente emozionale è preponderante.
Abbiamo infatti visto come, in situazioni particolarmente stressanti, i bambini possano riprendere a fare la pipì a letto.
Non bisogna però dimenticare che alcune malattie somatiche producono l' enuresi come sintomo. Pertanto è sempre necessario affidarsi a un medico per la corretta diagnosi e consequenziale trattamento. Come già detto sono comunque maggiormente frequenti le cause psicologiche dell'enuresi notturna e in questo caso l'omeopatia può essere un utile supporto, insieme alla medicina tradizionale o quando questa non abbia farmaci da offrire.

L'omeopatia considera infatti la totalità dei sintomi espressi e soprattutto cerca di guarire la sofferenza emozionale, per cui può essere molto utile nel trattamento dell'enuresi notturna dei bambini. E' importante ottenere la collaborazione dei bambini affetti con una premiazione ogniqualvolta questi non bagna il letto.

Come più volte ripetuto, punizioni e umiliazioni sono inutili, oltre che dannose. L'emotività è implicata profondamente nell' enuresi e ogni suo aggravamento complica il quadro. L' enuresi comporta, tanto nei bambini quanto negli adolescenti, il rifiuto di attività che implicano l'uscita e il dormire fuori di casa, limitando fortemente i momenti sociali.

Utile supporto affinché la socializzazione dei bambini con enuresi non venga limitata è quello dell'utilizzo di mutandine assorbenti, che permettono di non alterare la socializzazione, fondamentale per lo sviluppo psicofisico ed emotivo e per la crescita dei nostri bambini. Le mutandine assorbenti sono concepite proprio per i bambini in età scolare che bagnano il letto di notte.
I bambini con tale protezione potranno quindi dormire tranquilli anche quando ospiti da amici o parenti. Utilizzare questi presidi solo per evitare il problema dell'enuresi durante la socializzazione, giusto per evitare il problema, interferisce tuttavia in maniera significativa con la risoluzione dell'enuresi. I bambini devono sempre avere questa sicurezza ed evitare la spiacevole sensazione di svegliarsi con il letto bagnato, soprattutto quando si inizia ad affrontare un percorso di guarigione, che si deicida di utilizzare un approccio farmacologico (inteso come medicina convenzionale o omeopatica) o uno comportamentale.

Le continue rassicurazioni aiuteranno ad aumentare l'autostima dei nostri bambini. Il prossimo mese tratteremo i possibili approcci e supporti che derivano dalla medicina non convenzionale.

OMEOPATIA ED ENURESI

La medicina convenzionale impiega in alcuni casi più impegnativi di enuresi farmaci come l'imipramina, un antidepressivo, oppure la desmopressina, una sostanza simile all'ormone antidiuretico.
Non dobbiamo però dimenticare come la parte psicologica sia preponderante per quel che riguarda il problema enuresi. Per tale motivo la terapia farmacologica è da considerare con estrema cautela, evitando approcci eccessivamente interventistici, e sempre sotto prescrizione specialistica.
Nel campo della medicina biologica, l' omeopatia può svolgere un ruolo nel trattamento dell' enuresi notturna nei bambini, proprio perché è la prima medicina nella cultura occidentale ad aver dato piena dignità alla sofferenza emozionale oltre a quella corporale. Per la diagnosi iniziale sono essenziali una buona anamnesi e una accurata visita medica per escludere qualsiasi malattia organica, che possa provocare o peggiorare i sintomi.

L' omeopatia per le sofferenze emozionali è indirizzata alla percezione personale degli eventi connessi come anche all'organotropismo delle lesioni organiche implicate.
Per tale motivo la collaborazione del bambino risulta fondamentale, perché è proprio lui, insieme ai genitori, a dover indirizzare l'omeopata sui sintomi che percepisce, per trovare insieme una soluzione. Per agire efficacemente l' omeopatia deve considerare la totalità dei sintomi espressi dai bambini e soprattutto la loro personalità, senza limitarsi esclusivamente alla paura che l'enuresi può generare nel bambino.

Dobbiamo poi ricordare come principio cardine che un rimedio di omeopatia non è mai orientato esclusivamente alla soppressione di un singolo sintomo, al contrario della medicina tradizionale. Per la scelta di quale sia il rimedio omeopatico più efficace e a quali dosi sia indicato il trattamento, è fondamentale rivolgersi ad un omeopata esperto. Egli, attraverso un'indagine complessa, che mira a rilevare non solo i sintomi fisici, ma anche la percezione che il paziente ha degli stessi, avvalendosi di uno strumento denominato repertorio di omeopatia, cercherà il rimedio più adatto e personalizzato al singolo individuo.

Il repertorio è lo strumento per individuare, tra tutti i rimedi possibili, il più simile al paziente. Il successo del trattamento in omeopatia, non dipende esclusivamente dalla precisa diagnosi di tutti i sintomi espressi, ma anche da una precisa indagine sulla personalità dei bambini.

Non bisogna mai dimenticare che il trattamento dell'enuresi notturna dei bambini con l'omeopatia non si contrappone né intende sostituirsi alla medicina convenzionale. Al contrario, stabilisce una sinergia e un'importante opportunità di gestione integrata dei piccoli pazienti.